I.C. Carducci di Porto Azzurro: conclusa la settimana di proiezioni cinematografiche del Progetto "Ciak, s’impara"
Si è conclusa la prima fase del progetto Cinema e Immagini per la Scuola "Ciak, s’impara", che ha visto la partecipazione degli alunni dell’Istituto Comprensivo Carducci, dai 4 agli 11 anni, provenienti da tutti i plessi di scuola dell’infanzia e primaria di Capoliveri, Porto Azzurro e Rio. Le proiezioni cinematografiche, cuore di questa prima parte del progetto, si sono svolte presso il Cinema Flamingo di Capoliveri e il Teatrino delle Suore di Porto Azzurro, che il Carducci coglie l’occasione di ringraziare per la consueta e fattiva collaborazione. L’esperienza ha offerto agli alunni un’occasione preziosa per avvicinarsi al mondo del linguaggio cinematografico, promuovendo riflessioni e confronti in aula, guidati dai docenti che hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa, anche attraverso la rielaborazione dell’esperienza mediante schede didattiche comuni a tutte le classi ed adattate all’età degli alunni. L’energia positiva che ha caratterizzato questi incontri è stata condivisa sia dai bambini che dagli insegnanti, sottolineando l’importanza di iniziative culturali che stimolino curiosità, emozione e senso critico anche nei giovani spettatori. Il progetto, tuttavia, non si ferma qui: a partire dal 20 gennaio prenderanno il via i laboratori dedicati al linguaggio delle immagini per i più piccini e ai mestieri e tecniche cinematografiche per le ultime classi della scuola primaria, che anche in questo caso coinvolgeranno tutti i plessi dell’Istituto per un totale di poco più di 400 alunni. Questo percorso culminerà nei mesi di maggio e giugno con eventi finali di restituzione aperti alle famiglie e alla comunità, in cui saranno condivisi i risultati delle attività svolte. Le attività del progetto "Ciak, s’impara" rappresentano un’opportunità educativa e culturale che arricchisce l’offerta formativa dell’I.C. Carducci, rafforzando il legame tra scuola, territorio e famiglia attraverso un linguaggio universale come quello del cinema. “Iniziativa realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MiC e MIM”...
Il “Castagnacciaio”. Quarantacinque anni fa.
Dopo un andirivieni di lavoranti non andato a buon fine, Maria, moglie di Angiolino Carmignani (soprannominato il Castagnacciaio), decide nel 1968 di intraprendere la figura di una vera talent-scout andando alle “Spianate” di Altopascio a cercare degli aiutanti per la loro attività “Mescita Pierucci Maria” nel centro storico di Portoferraio. Torta di ceci, qualche pizza, gelato e qualche “castagnaccino” accompagnato da qualche topino due colori (rosso o bianco), fanno da apripista a quella che diventerà un’attività popolare. Alla signora Maria consigliano di andare da una famiglia di braccianti che aveva cinque figli: i Mangino. La felice scelta è verso Giuseppe (Beppe), il primo dei fratelli che, convinto dalla signora Maria, decide di venire a lavorare a Portoferraio, dal “castagnacciaio”: non se andrà più! Dopo quattro anni è Antonio a raggiungere il fratello “Beppe”, ormai consumato pizzaiolo, per far parte di un trio di fratelli che di lì a poco si formerà. Difatti arriva anche Vincenzo altro fratello dei due Mangino. I tre, nel gennaio 1981, quarantacinque anni fa, diventano i titolari dell’attività che, inonore del loro datore di lavoro, decidono di chiamare “Il Castagnacciaio” e che ancora oggi gestiscono. “Beppe”, Antonio e Vincenzo, tra il caldo profumato del forno a legna per pizze, torta di ceci e “castagnaccini” accompagnati da topini due colori, bianco e rosso, si guadagnano la “fetta”. “Beppe”, con la sua andatura da vero passista delle migliori tradizioni, fa lievitare, stende la pasta della pizza e la mette nelle familiari teglie che Vincenzo, munito di pala, fa “palleggiare” all’interno del forno. Antonio, dal polso “su e giù”, taglia e impiatta con velocità simile a quella della luce. Il capolavoro sta tutto qui. Non ci sono trucchi, è tutto visibile. Si usa “olio di gomito”! Portoferraio ricordi, in qualche modo, questi tre giovanotti, dopo quarantacinque anni di pieno successo e affidabilità, e quelli che prima li hanno scelti e fatti crescere, anche solo per aver portato in Toscana, nel Paese e oltre i confini nazionali “Il astagnacciaio”. Giovanni Frangioni (foto da Elba My Love)...
Museo del Mare, apertura invernale e lavori di ristrutturazione per un museo più inclusivo e accessibile
Il Museo del Mare di Capoliveri, piccolo gioiello della cultura del mare che espone l’incredibile tesoro del Polluce, ha registrato, durante le settimane di apertura straordinaria delle festività natalizie, un grande ed inaspettato riscontro di pubblico, confermando il forte interesse della comunità e dei giovanissimi. Proprio alla luce di questo entusiasmo, arriva una bella novità: il Museo del Mare aprirà anche durante l’inverno. A partire dal weekend del 24 gennaio, ogni venerdì e domenica dalle 15.00 alle 19.00 il museo sarà aperto e sarà possibile partecipare alla visita guidata; la domenica sono previsti laboratori storico-scientifici per bambini e ragazzi mentre il sabato sarà dedicato alle passeggiate aneddotiche alla scoperta del territorio. Inoltre, il venerdì pomeriggio alle 15.30 parte il servizio doposcuola e aiuto per i compiti. Per rendere il museo sempre più accessibile, per volontà dell’Amministrazione comunale, è stato portato avanti dall’Ufficio Lavori Pubblici, nel mese di dicembre, un intervento di ristrutturazione e adeguamento dei servizi igienici. In particolare sono stati eseguiti lavori di rifacimento e adeguamento con l’obiettivo principale di rendere i servizi igienici pienamente accessibili alle persone con disabilità, in un’ottica di inclusione e fruibilità universale degli spazi museali. Questo intervento consente inoltre di adeguare il museo ai Livelli Uniformi di Qualità della Valorizzazione (LUQV), requisito necessario per l’avvio della procedura di accreditamento del Museo del Mare al Sistema Museale Nazionale (SMN). L’adesione allo SMN rappresenterebbe un’importante opportunità di crescita e miglioramento: il Sistema Museale Nazionale, infatti, si fonda su una logica di rete e di cooperazione, superando modelli gerarchici tradizionali e promuovendo la collaborazione tra Stato, Regioni, Comuni e altri enti locali, Università e sistema della formazione, rafforzando la competitività dell’Italia nel panorama turistico internazionale. Un passo concreto verso un museo sempre più fruibile e aperto alla comunità. Silvia Vancini - Ufficio Stampa Comune di Capoliveri
Tra Bologna e l’Elba nasce “Alieni”, il nuovo viaggio musicale di MaDai
Dopo i singoli Creta, Clearly, Crederai, Visto dal Fondo, Respiro e Inverso, MaDai torna con Alieni, un nuovo capitolo di un percorso artistico in continua evoluzione. Il brano, prodotto da Alessandro Maiani (AM Productions), sarà disponibile sulle principali piattaforme digitali a partire dal 16 gennaio e anticiperà l’uscita dell’album prevista per il 2026. Alieni nasce in un pomeriggio d’inverno, all’indomani di una delle tante delusioni che i litigi sanno lasciare. In un mondo in cui sembrano venir meno valori come lealtà e umanità, spesso sostituiti da egoismo e incomprensione, MaDai si interroga su ciò che l’essere umano è diventato. Attraverso un racconto intimo e sincero, l’artista dà voce a una sofferenza profonda, mettendo in discussione anche sé stesso: un processo che appartiene a tutti noi, ma che spesso resta inesplorato, custodito nel silenzio. Perché, in fondo, siamo umani, non “alieni”. Nel testo emerge con forza la volontà di non arrendersi mai, una tensione verso la rinascita che trova sintesi nel verso “con le lacrime ricomincerai”, manifesto emotivo di resilienza e consapevolezza. Maurizio Daidone in arte MaDai - L’anima in viaggio tra musica e isola Ci sono luoghi che non si scelgono, ma che ti chiamano. Così è stato per Maurizio Daidone, professionista bolognese dall’animo inquieto e progettuale, sempre in movimento tra cantieri e nuove idee. Nel suo peregrinare approda all’Elba, un’isola che non è solo mare e luce, ma anche silenzi e attese. Qui, tra il vento che porta storie e il tempo che scorre con un ritmo diverso, trova una proprietà da ristrutturare che segnerà il suo nuovo inizio. I lavori di ristrutturazione diventano un periodo di isolamento e trasformazione. L’Elba, con la sua bellezza aspra e i suoi contrasti, entra sottopelle. E proprio qui, tra il suono delle onde e la polvere dei lavori, nasce MaDai, che è il nome con cui Maurizio dà voce alla sua urgenza espressiva. Le sue canzoni parlano di viaggi, di scelte, di radici e di cambiamento. Sono domande, riflessioni, frammenti di vita raccolti tra Bologna e l’Elba, tra il fare e l’ascoltare, tra il vento e la terra. Un passo che non è un arrivo, ma l’inizio di un nuovo dialogo. “Perché ogni isola, in fondo, è anche un ponte.” Sul web FB: https://www.facebook.com/MaDai.Singer

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