Machen Sie Urlaub auf der Insel Elba? Einige Neuigkeiten und Veranstaltungen, die Sie nicht verpassen sollten

foto del Sun, 11 Jan 2026 14:32:10 +0100

Un successo teatrale per La compagnia del Molo (ed Endoelba)

pubblicato il: Sun, 11 Jan 2026 14:32:10 +0100 autore:

 Grande successo per lo spettacolo di sabato 10 gennaio messo in scena al Teatro dei Vigilanti dalla Compagnia del Molo di Viareggio. Il gruppo, composto da vecchi amici e teatranti amatoriali di lungo corso, si è riunito nel 2014 per divertirsi insieme rappresentando diverse commedie con grande successo e, recentemente, ha debuttato in Toscana con questo nuovo spettacolo "SEPARATI MA NON TROPPO" di Paolo Caiazzo e Francesco Procopio. Pubblico entusiasta a Teatro che non ha risparmiato applausi per le recitazioni esilaranti e coinvolgenti. L'intero incasso della serata è stato devoluto all'Associazione EndoElba che, insieme alla Compagnia del Molo, ha voluto ed organizzato questo spettacolo davvero divertente. EndoElba porta avanti, anche questa volta, il suo obiettivo di divulgazione dell'informazione sull'endometriosi attraverso il teatro, una forma di comunicazione che "alleggerisce" la consapevolezza su una malattia purtroppo invalidante. Ringraziamo per il supporto nella realizzazione dell'evento il Comune di Portoferraio, la Cosimo de Medici, Mario LaNera, l'impresa di pulizie Brillamat, Panelba, Ilva, e Margherita del negozio Pippy per la gestione delle prenotazioni dei biglietti. Il SegretarioSilvia Saluz...

foto del Sat, 10 Jan 2026 15:12:32 +0100

E' iniziato l'anno nuovo. Sarà tre volte Natale? Improbabile

pubblicato il: Sat, 10 Jan 2026 15:12:32 +0100 autore:

L'anno nuovo è iniziato “ma qualcosa ancora qui non va“. Sarà tre volte Natale (come ipotizzava una vecchia canzone di Lucio Dalla)? Improbabile. Una terribile tragedia, quando l'anno era appena iniziato, ha sconvolto tutti, tante giovani vite interrotte ed ora, tante famiglie che soffrono moltissimo. Ma se la tragedia accaduta in in Svizzera, aveva le caratteristiche di un dramma quasi globale, la gente che muore sotto le bombe, in varie parti del mondo- talvolta solo uno o due o tre persone isolate- rimane, in ogni caso, un dramma quotidiano dell' umanità, causata da esseri umani per cui uccidere altri, non è un problema.   E quindi? Voglio focalizzare, per non dimenticare e far cadere l'oblio sul caso, l'attenzione su un dramma umano, che non è per niente isolato e che mi colpisce molto. Penso alla “casa nel bosco”, per cui alcune persone che hanno titolo per decidere, rappresentano che, all'abbraccio dei genitori, al bacio di mamma della buonanotte, è bene sostituire l' aumento di temperatura della casa dove vivono ed un insegnamento a scuola “regolare”. Non è per niente negativo che lo Stato imponga a tutti i bimbi di andare a scuola, tutti i giorni con le maestre. Ma la cosa andava fatta in un certo modo, con altre modalità, e cioè stabilendo- come minimo- che i genitori dovevano stare con i figli, nella “ casa protetta” non meno di 5 o 6 ore al giorno, durante i pasti etc.   Ed invece c'è stato un atto che io giudico di straordinaria ferocia, avere impedito al padre di partecipare al pranzo di Natale con i bambini. Non lo permetteva il regolamento della casa cd. protetta! Viene spontaneo pensare che questa case protette, non siano, dal punto di vista dell'interesse dei bimbi, mica tanto “protette”. Regole su regole, e poi, per un Regolamento dell' Istituto, il padre non può esserci al pranzo di Natale: Il regolamento è certo stato formalmente approvato ma forse l' autorità costituita, avrebbe dovuto disporne la disapplicazione.   Potrei scrivere a lungo e fare tante altre riflessioni. Una sola: spero che nel nuovo anno ci sia qualche atto inutile e feroce nello stesso tempo, in meno, per rispetto di regole formalmente approvate ma lontane dalle esigenze della gente.   Non si può avere fiducia nel futuro, in questo settore. Cambierà qualcosa?   Guido Retali (nella foto: albero deei buoni propositi)...

foto del Sat, 10 Jan 2026 11:20:38 +0100

Ennio Mercantelli - Una vita di miniera e il lancio della "borgetta"

pubblicato il: Sat, 10 Jan 2026 11:20:38 +0100 autore:

Un giovane perito industriale giunto a Rio Marina da pochi giorni dalla miniera di Cogne in Valle d’Aosta, vide un operaio che aperta "la borgetta del convio", dava una sorsata a una bottiglia di vino.   Subito intimò al minatore di rimettere la bottiglia "nel barachin e riprendere il lavoro. L’interlocutore li per li non capì, e si chiese: “Che cosa sarà ‘sto barachin?”.   Quindi, con aria interrogativa fissò il capo servizio che specificò: “Insomma, rimetta la bottiglia nella schiscetta, o come diavolo chiamate voi quel cestino!”.   Il nostro uomo, a quel punto, si chinò prese la borgetta e la scaravento ai piedi di quel capetto.   Questo, indignato, andò dal segretario della Commissione interna e gli disse: “Senta Mercantelli, un suo compagno mi ha gettato il barachin ai piedi e…”.   Ennio non gli lasciò finire la frase, e lo interruppe: “No, non è stato un mio compagno, perché se fosse stato un mio compagno la borgetta non te la gettava ai piedi, ma te la tirava addosso”.   Ennio Mercantelli è stato un dirigente del Sindacato minatori della Cgil e militante del PCI che fino all’ultimo si è battuto per la difesa delle miniere dell’Elba e dei lavoratori.   Di questa risma erano fatti una buona parte dei minatori elbani. D’altra parte Ennio proveniva da una famiglia di antifascisti che dovettero scappare da Rio Marina dopo che la squadraccia fascista aveva bastonato Guido minacciato gli altri.   Gli uomini, compreso mio nonno Lorenzo (marito di Ninetta Mercantelli) si rifugiarono in Francia lasciando a Genova le mogli e i figli ancora piccoli.   Lorenzo M.   (Nella foto Ennio Mercantelli e Sergio Cignoni durante una manifestazione sindacale)...

foto del Sat, 10 Jan 2026 09:44:13 +0100

Alla ricerca delle radici elbane

pubblicato il: Sat, 10 Jan 2026 09:44:13 +0100 autore:

Può capitare che un distinto signore francese, abitante a Cannes, che nella sua vita ha svolto la professione di notaio e ha curato una bella famiglia, scopra casualmente di essere il discendente, forse l’unico, di una delle più importanti casate dell’Isola d’Elba, nella seconda metà dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento, e che lì esistano ancora tracce vistose di quel potere economico e sociale, ben presente nella memoria storica di una porzione degli abitanti. È quello che è accaduto a Eduard, che con la moglie Marie Helene, infaticabile ricercatrice di notizie in proposito, e ai cognati Anne e Jean-Pierre, è partito dalla Costa Azzurra in pieno inverno per ritrovare sul nostro Scoglio la filigrana del suo sconosciuto passato. Ha così scoperto, grazie alla collaborazione in loco dei nuovi amici - Marta Giordani, guida turistica e perfetta conoscitrice della lingua francese, che proprio in questa occasione, grazie alle ricerche fatte, ha saputo di essere imparentata con loro; Renzo Paoli, appassionato di alberi genealogici e di storia locale; Mireille Pagano, signora francese esperta di filmografia, ora residente a Rio; e la sottoscritta - che il suo bisnonno materno Assunto Fortunato Tonietti, nonno della mamma Marie (Jeanne Emma), era figlio di Raffaello e di Carlotta Cignoni, di Rio Marina, gente di mare, che – armatori/padroni marittimi/comandanti di bastimenti – sui traffici marittimi aveva costruito il proprio benessere; ma è anche venuto a conoscenza che tra i sei fratelli di Assunto Fortunato - anche lui legato al mare e al quale l’Isola stava stretta, tanto da scegliere di mettere radici a Nizza, dove i riesi erano di casa e ancora italiana fino al 1860 - c’era quel Giuseppe, destinato a divenire “il sor Giuseppe”, il quale, capitano di veliero a quindici anni, patriota, combattente nella guerra di Crimea, si era poi sposato con Cesira Scappini e aveva condiviso con lei un’eredità veramente cospicua, lasciatale dallo zio e padre adottivo Giuseppe Scappini, Gonfaloniere di Rio, imprenditore, benefattore stimatissimo dalla comunità, e senza figli propri. Giuseppe aveva deciso allora di dare l’addio al mare per dedicarsi alla gestione dei beni di famiglia e la sua fortuna si era poi ulteriormente rafforzata quando negli anni Ottanta aveva ottenuto la concessione dello sfruttamento delle miniere divenendo un esponente di spicco della borghesia industriale del tempo. Il sor Giuseppe aveva però cessato di vivere a sessant’anni, nel 1894, lasciando il testimone al figlio Ugo Ubaldo, ancora molto giovane, che più che avere la stoffa del capitano d’industria, aveva quella dell’appassionato di gare automobilistiche e di regate veliche d’alto bordo – gareggi...