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foto del Wed, 17 Jun 2026 13:45:18 +0200

Un saluto speciale per tre grandi professioniste del Cerboni

pubblicato il: Wed, 17 Jun 2026 13:45:18 +0200 autore:

Con emozione e gratitudine salutiamo tre figure che hanno lasciato un segno importante nella storia dell’ITCG Cerboni: la Dirigente Lorella Di Biagio, la Professoressa Delia Scotto e Giovanna Micheletto della Segreteria del Personale. Ognuna con il proprio ruolo, ma tutte accomunate dalla stessa passione, competenza e dedizione, hanno contribuito a far crescere la nostra scuola, accompagnando generazioni di studenti e collaborando con colleghi e personale con professionalità, disponibilità e umanità.   La Dirigente Lorella Di Biagio ha concluso al Cerboni la sua carriera alla guida degli istituti del territorio elbano con autorevolezza, attenzione, dialogo e la sua visione per il cambiamento e innovazione che l’hanno sempre caratterizzata. la Professoressa Delia Scotto ha contribuito all’internazionalizzazione del nostro Istituto, portando per mano i nostri studenti verso luoghi lontani e facendo da ponte fra l’Elba e ciò che c’è al di là del Canale (della Manica). Giovanna Micheletto è stata un punto di riferimento prezioso e affidabile per tutto il personale scolastico, competente, preparata e gentile con le nuove e le vecchie leve del nostro Istituto.   Oggi si chiude un capitolo importante della loro vita professionale, ma resta il ricordo di quanto hanno saputo costruire e donare alla comunità del Cerboni.   A Lorella, Delia e Giovanna va il nostro più sincero grazie, insieme all’augurio di una pensione ricca di serenità, soddisfazioni, tempo per sé e nuove avventure da vivere con la stessa energia che hanno sempre dedicato alla scuola.   Buona pensione: il Cerboni vi porterà sempre nel cuore…   ...

foto del Wed, 17 Jun 2026 11:03:18 +0200

La varietà della vita e dei divieti

pubblicato il: Wed, 17 Jun 2026 11:03:18 +0200 autore:

L'altro giorno mi soffermo su questa immagine, vista chissà quante volte, e comincio a ragionare sul fatto che dietro a quelle quattro parole, si nasconda in realtà un concetto molto più ampio.   Di per sé la frase è semplice, chiara, perentoria: da lì non devi uscire, non lo devi fare per nessun motivo, non ti passi nemmeno davanti all'ingresso dell'anticamera del cervello l'idea di fare una manovra di uscita da quella strada.   Non hai scuse, il cartello è ben visibile, grosso e rosso, non puoi non vederlo. Chi lo ha messo lì ha voluto, giustamente, annientare ogni possibilità di giustificazione: "non lo avevo visto, era un po' nascosto", "non ci avevo fatto caso...", "non si capisce", etc etc.   Ma la cosa che ha colpito veramente la mia attenzione è l'uso dell'aggettivo "assoluto" che, unito al sostantivo divieto, lo vuole rafforzare, facendolo diventare "più divieto" di un divieto normale: come ce ne fosse uno amichevole ed elastico e uno più severo e rigoroso, uno amatoriale e uno professionale. Sì, d’accordo: ci sono divieti derogabili e altri no, ma chi ha il potere di godere di un’eccezione di solito lo sa e agisce di conseguenza.   Poi ho pensato che siamo in Italia e spesso, purtroppo, accade che la parola "divieto" venga manipolata per adattarsi a tutta una serie di varianti che vanno dal "non si fa" al "ma vabbè, per questa volta...", passando per un "non si dovrebbe fare, ma...".   Questa strana creatività di plasmare un divieto, non so perché, si applica in particolar modo alle situazioni stradali: vedi allora mega SUV parcheggiati in mezzo alla strada davanti alle scuole di genitori che applicano il criterio del "ma tanto è un attimo" scendendo dal veicolo con una delicata e nobile nonchalance per accompagnare i figli in classe, oppure quelli che si vogliono concedere una pausa caffè e decidono di sostare direttamente davanti al bancone del bar, improvvisando un drive-through fai-da-te perché "oh, non si trovava posto". Infine non si può non citare l'automobilista che parcheggia sui posti riservati ai motocicli perché pensa "guarda bello questo posto tutto a righe, era l'ora che li facessero anche alla moda".   Quindi mi chiedo: in mezzo a questa varietà di divieti raggirati, male interpretati, ignorati del tutto o anche solo temporaneamente, hanno fatto bene ad aggiungere quell'aggettivo a quel cartello? Secondo me sì, assolutamente.   Francesco De Pietro...

foto del Wed, 17 Jun 2026 10:43:48 +0200

Art Odyssey: Fondazione Acqua dell’Elba vince il Bando Arte e Cultura 2026 di Fondazione Livorno

pubblicato il: Wed, 17 Jun 2026 10:43:48 +0200 autore:

Fondazione Acqua dell’Elba annuncia con orgoglio che il progetto Art Odyssey. Residenza d’artista in barca a vela nell’Arcipelago Toscano è risultato vincitore del Bando “Interventi per l’Arte e la Cultura 2026” di Fondazione Livorno. Un risultato significativo, che testimonia la qualità e la solidità di una proposta culturale ambiziosa e che conferma Fondazione Acqua dell’Elba come uno dei soggetti più attivi e riconosciuti nel panorama culturale dell’Arcipelago Toscano.   La Fondazione, da anni impegnata nella valorizzazione del territorio elbano attraverso progetti che coniugano arte contemporanea, ricerca scientifica e sostenibilità ambientale, rafforza con questo risultato la propria vocazione a essere luogo di produzione culturale autentica, capace di dialogare con istituzioni e realtà di primo piano a livello nazionale.   Il progetto, promosso da Fondazione Acqua dell’Elba con la curatela scientifica di Valentina Anselmi (S.M.AR.T. – Sistema Museale dell’Arcipelago Toscano) e la collaborazione di Lorenzo Cipriani, porterà quattro artisti contemporanei selezionati a bordo della barca a vela Milanto per una residenza itinerante tra le isole dell’Arcipelago Toscano.   Durante la navigazione, gli artisti svilupperanno ricerche e opere site-specific ispirate al paesaggio marino, alla biodiversità dell’Arcipelago e alla sua storia millenaria, in un processo creativo che trasforma la barca stessa in uno studio galleggiante e in uno spazio di confronto continuo tra arte e natura. Il progetto si inserisce nel più ampio programma Art Odyssey 2026 – Le rotte dell’arte contemporanea del Mediterraneo.   Il progetto ha raccolto attorno a sé una rete di partner che ne condividono la visione: S.M.AR.T. (Sistema Museale dell’Arcipelago Toscano), Italia Nostra, La Rotta dei Fenici, Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa, presente in 26 paesi con oltre 80 partner istituzionali, che garantisce al progetto una proiezione europea e mediterranea, Lo Scoglio, la Galleria ME Vannucci di Pistoia e Controradio, emittente radiofonica e televisiva.   A conclusione dell’esperienza, Fondazione Acqua dell’Elba ospiterà nella propria sede di Marciana Marina una mostra collettiva e curerà un catalogo: il luogo naturale in cui le opere ...

foto del Wed, 17 Jun 2026 10:20:12 +0200

All'Open Air Museo Italo Bolano arriva il film sulla vita di Renato Cioni, “La voce dell'Elba”

pubblicato il: Wed, 17 Jun 2026 10:20:12 +0200 autore:

Venerdì 19 giugno, alle ore 21,15, nella splendida cornice dell'Open Air Museum Italo Bolano verrà proiettato il film “Renato Cioni. La voce dell’Elba”, il documentario scritto e diretto dal regista Stefano Muti, realizzato lo scorso anno in occasione dei dieci anni dalla scomparsa del famoso tenore elbano.   L'opera è frutto di un lungo lavoro di ricerca e documentazione durato oltre un anno, interamente girato all'Isola d'Elba.   A fare da guida nella ricostruzione della carriera di Cioni è la figlia Cristina, anche lei cantante e co-protagonista del film, che ha messo a disposizione il copioso archivio storico in possesso della famiglia.   Il film esplora la dimensione artistica di Renato Cioni, che raggiunse il suo massimo calcando i più famosi palcoscenici operistici degli anni '60 accanto a partner di altissimo livello come Maria Callas, Joan Sutherland, Anna Moffo, Renata Tebaldi.Il documentario ci svelerà anche il profondo rapporto dell'artista con la sua terra, la cui voce potente diventa così La voce dell'Elba.   Il film è prodotto da POPCULT SRL in collaborazione con Cosmomedia e con il sostegno di G.A.T. Gestione Associata del Turismo dell’Isola D’Elba e fu presentato in anteprima il 2 dicembre dello scorso anno al Messina Film Festival, l'unico festival in Italia interamente dedicato a esplorare il profondo legame tra il cinema e il melodramma lirico.   La Fondazione Italo Bolano è particolarmente lieta di ospitare Stefano Muti e il suo importante film anche per il profondo legame di amicizia che legava il grande tenore a Italo Bolano, legame già ricordato nel Giardino dell'Arte alcune estati fa quando, con la partecipazione della figlia Cristina, fu proiettata la registrazione d'epoca di un'esclusiva esibizione di Renato Cioni assieme al fratello Franco, proprio al Museo Bolano, nel marzo 1996.   Presenterà la serata Giampiero Palmieri, al quale va il nostro ringraziamento.   Anche questo evento è inserito nel programma di AMICO MUSEO, la campagna di promozione del patrimonio museale promossa dalla Regione Toscana che si svolge ogni anno tra maggio e giugno, in collaborazione con il Sistema Museale dell'Arcipelago Toscano (S.M.Ar.T.) del quale anche il Museo Bolano fa parte.   Maggiori particolari sono disponibili nel sito www.italobolano.com &nb...