Un ringraziamento ai Carabinieri della stazione di Porto Azzurro
Riceviamo dalla Famiglia Colombi e pubblichiamo: Vorremmo fare un pubblico ringraziamento ai Carabinieri della stazione di Porto Azzurro, in relazione alla disponibilità e la gentilezza dimostrata, aiutandoci a risolvere con professionalità una spiacevole situazione venutasi a creare presso la nostra abitazione....
Rimandata l'inaugurazione della Torre del Porto a Marina di Campo
Si informa che a causa del grave lutto che ha colpito la Comunità Campese, l'Amministrazione Comunale ha deciso di rinviare ad altra data l'inaugurazione della Torre del Porto a Marina di Campo....
Il 26 ottobre a Portoferraio la camminata “Passi di Salute: Meno-pausa, Più-vitalità”
Una camminata tra i luoghi storici di Portoferraio per promuovere il benessere, parlare di prevenzione e approfondire i cambiamenti legati alla menopausa insieme ai professionisti della salute. È questo l’obiettivo di “Passi di Salute: Meno-pausa, Più-vitalità”, l’iniziativa in programma lunedì 26 ottobre alle 15, promossa dal Consultorio Familiare e dal Servizio di Educazione e Promozione alla Salute dell’Azienda USL Toscana nord ovest, con il sostegno della Zona Distretto Elba e il patrocinio del Comune di Portoferraio. L’appuntamento, aperto gratuitamente a tutta la cittadinanza, si inserisce nel mese dedicato alla sensibilizzazione sulla menopausa e vuole offrire un’occasione per conoscere meglio questa fase fisiologica della vita femminile, superando eventuali timori e favorendo una maggiore consapevolezza sull’importanza della prevenzione e dei corretti stili di vita. “Con questa iniziativa vogliamo promuovere una visione della menopausa che metta al centro la salute, il benessere e la qualità della vita, valorizzando al tempo stesso il ruolo del Consultorio come punto di riferimento per le donne e per la comunità – sottolinea Valentina Svelto, responsabile dell’Unità funzionale Consultoriale Elba –. È una fase naturale della vita che può accompagnarsi a cambiamenti fisici ed emotivi importanti, da affrontare con consapevolezza e con il supporto dei professionisti sanitari. Camminare insieme e creare uno spazio di dialogo significa avvicinare le persone ai servizi territoriali e ricordare quanto siano importanti il movimento, la prevenzione e l’attenzione alla propria salute”. Il ritrovo è fissato alle ore 15 al Museo Civico Archeologico della Linguella, in piazzale della Linguella 5, dove i partecipanti saranno accolti da una breve narrazione a cura di una guida culturale, dedicata alla storia e alle caratteristiche del luogo. Alle 15.30 partirà la camminata collettiva diretta alla Casa di Comunità, con un percorso semplice e accessibile, pensato per valorizzare i benefici dell’attività fisica regolare, in particolare per la salute delle ossa e dell’apparato cardiovascolare. Alle 16, una volta raggiunta la Casa di Comunità, si terrà un incontro aperto con i professionisti del Servizio Consultoriale e del Servizio di Educazione e Promozione alla Salute. Sarà un’occasione per approfondire gli aspetti biologici e psicologici della menopausa, confrontarsi sulle strategie di prevenzione e ricevere indicazioni pratiche per adottare abitudini favorevoli al benessere...
Militari a Scuola: se ci vanno raccontino realisticamente cosa sono le guerre ed i loro orrori
Se a intrattenere i nostri figli e nipoti nelle scuole sono dei militari, ricordiamo che essi hanno prestato un solenne giuramento di fedeltà non a qualche testo sacro, interpretabile a piacimento, ma alla Costituzione della Repubblica italiana. Un patto nato dalle macerie della guerra, che afferma il primato della soluzione pacifica dei conflitti. Una parola oggi quasi dimenticata: diplomazia. Se proprio si ritiene opportuno invitare i militari nelle scuole, almeno si pretenda che raccontino che cosa significa davvero la guerra: uccidere a distanza esseri umani mai conosciuti, sapendo che altri faranno lo stesso con te; vedere le uniformi impregnate di fango, sangue e altri liquidi organici; morire bruciati tra le lamiere di un mezzo corazzato. E raccontino anche ciò che resta dopo: corpi mutilati, traumi, vite distrutte. Se questo è il loro contributo educativo, la loro presenza può avere un senso. Se invece si tratta di presentare la carriera militare come un'avventura tecnologica ed eroica, allora è propaganda, non formazione. Ai nostri ragazzi servirebbe soprattutto studiare meglio la storia contemporanea, per comprendere le cause delle guerre, gli interessi che le alimentano e le loro conseguenze umane. Scoprirebbero, per esempio, che secondo uno studio della Brown University, nelle guerre statunitensi successive all'11 settembre a fronte di 7.057 militari uccisi nelle operazioni belliche, si stimano ben 30.177 suicidi tra militari e veterani: oltre quattro volte tanto! Dati che non descrivono soltanto la morte sul campo, ma anche il prezzo umano che la guerra continua a esigere lontano dal fronte. Anche questo è il volto della guerra, quello che difficilmente compare nei manifesti di arruolamento. Graziano RinaldiPer Elba Forum per la Pace...

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