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foto del Fri, 28 Aug 2026 10:55:33 +0200

Il Festival SPORT ACT arriva all'Elba con l'edizione 2026 del Progetto ICARO di Marelba

pubblicato il: Fri, 28 Aug 2026 10:55:33 +0200 autore:

Attività gratuite per tutti e un Forum istituzionale il 4 settembre: al centro lo sport come volano per lo sviluppo economico e l'inclusione sociale. L'edizione 2026 del Progetto ICARO, evento clou della storica manifestazione Marelba, diventa uno degli appuntamenti del progetto europeo SPORT ACT ("SupPORTare la competitività economicA e la Coesione sociale attraverso la valorizzazione dello sporT"). Al centro di questa sinergia lo sport come volano strategico per lo sviluppo economico, culturale e sociale e come strumento per l'abbattimento delle barriere, protagonista all’Isola d’Elba dal 4 al 10 settembre.   IL CONTESTO. SPORT ACT, finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021-2027, è coordinato da ANCI Toscana in qualità di capofila ed è promosso sul territorio dalla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, partner di questo progetto europeo che mira a promuovere il concetto di ‘transizione sportiva’, valorizzando lo sport come motore per la creazione di nuove imprese, posti di lavoro e sviluppo di ecosistemi sportivi sostenibili. In questa ottica, l'obiettivo condiviso attraverso il Progetto ICARO, "Incontriamoci Con gli Altri Rimuovendo gli Ostacoli”, è promuovere un modello innovativo che qualifica lo sport non solo come attività ludica, ma come leva strategica per sviluppo economico, rigenerazione territoriale e, soprattutto, inclusione sociale. Infatti, la manifestazione Marelba dell’omonima associazione da 17 edizioni promuove con successo gli sport legati al mare e alla spiaggia per tutti ed in particolare dal 2008 con ICARO attraverso lo sport offre momenti di socializzazione e inclusione nella comunità a persone con sviluppo psicofisico non tipico. Per questa edizione sostenuta da SPORT ACT ci sarà un "gemellaggio" tra giovani elbani e loro coetanei della Fondazione “Il domani dell'autismo” di La Spezia, che si cimenteranno in numerose attività, tra cui beach volley, golf, gite in motobarca, permettendo loro il miglioramento delle capacità relazionali e l'aumento dell'autostima.   IL PROGRAMMA. La manifestazione prenderà il via il 4 settembre a Portoferraio con il Forum SPORT ACT, in programma alle ore 11 presso la Sala della Gran Guardia in Piazza Cavour. L’incontro ad ingresso libero dal titolo ‘Lo sport, un'esperienza per tutti’ sarà un momento di confronto tra esperti, enti del Terzo Settore e soggetti pubblici sul tema dello sport come opportunità per promuovere e sostenere virtuosi processi di inclusione e ...

foto del Fri, 28 Aug 2026 10:16:45 +0200

Quando il benessere del cane incontra l’acqua: sabato e domenica arriva l’osteopatia canina a Marina di Campo

pubblicato il: Fri, 28 Aug 2026 10:16:45 +0200 autore:

Prendersi cura del proprio cane significa anche imparare ad ascoltarlo, osservare il suo modo di muoversi e prestare attenzione a quei piccoli segnali che raccontano come sta.   È proprio da questa attenzione che nasce l’appuntamento dedicato all’osteopatia canina, che il 29 e 30 agosto farà tappa presso The Bark Side – Centro Cinofilo, a Marina di Campo, proponendo un’esperienza particolare: il lavoro osteopatico in acqua, accanto al tradizionale trattamento a terra.   L’osteopatia canina considera il cane nella sua globalità, ponendo attenzione alla postura, alla mobilità e alla qualità del movimento. Attraverso il contatto manuale e l’osservazione individuale, il professionista accompagna il cane in un percorso pensato nel rispetto delle sue caratteristiche e dei suoi tempi.   L’acqua, un ambiente tutto da scoprire Lavorare in acqua significa entrare in una dimensione diversa. Il sostegno dell’acqua modifica la percezione del corpo e del movimento, offrendo al cane un ambiente nel quale equilibrio, coordinazione e mobilità possono essere esplorati in modo differente rispetto alla terra. È proprio questa particolarità a rendere l’esperienza acquatica interessante per il lavoro osteopatico. Ma c’è una condizione fondamentale: il cane deve sentirsi a proprio agio in acqua. Non tutti i cani vivono infatti questo elemento allo stesso modo. Per alcuni rappresenta un ambiente naturale e piacevole; per altri può essere fonte di insicurezza. E il benessere viene prima di tutto. Per questo motivo, i cani che non hanno ancora una buona familiarità con l’acqua potranno comunque partecipare attraverso un trattamento osteopatico a terra, senza essere sottoposti a un’esperienza che non sentono propria.   Un’ora dedicata esclusivamente al tuo cane Ogni sessione dura 60 minuti ed è individuale. Nessuna fretta e nessun lavoro standardizzato: ogni cane viene osservato e seguito in base alle proprie caratteristiche, rispettando i suoi tempi e le sue modalità di risposta. L’obiettivo è creare un momento dedicato esclusivamente al suo benessere, in un contesto tranquillo e personalizzato. L’osteopatia non sostituisce la medicina veterinaria, ma può rappresentare un supporto complementare all’interno di una visione più ampia della cura e del benessere del cane.   Due giornate dedicate ai nostri compagni di vita Il 29 e 30 agosto, la piscina di The Bark Side – Centro Cino...

foto del Fri, 28 Aug 2026 09:11:15 +0200

“Capoliveri, un paese una storia”: al Museo Bolano emozione e memoria negli occhi dei bambini

pubblicato il: Fri, 28 Aug 2026 09:11:15 +0200 autore:

Una serata di cinema, memoria e soprattutto di emozione. È quella vissuta all'Open Air Museum Italo Bolano, dove è stato proiettato “Capoliveri, un paese una storia”, il docufilm realizzato dagli alunni delle classi quinte A e B della Scuola Primaria di Capoliveri.   Presentato dall'esperta cinematografica Barbara Bardazzi Formichini, ad assistere alla proiezione erano circa 70 persone, tra bambini, alcuni dei protagonisti delle riprese e adulti, riuniti in un'atmosfera particolarmente partecipata. Per i giovani autori del documentario non è stata una semplice serata al cinema: sullo schermo hanno rivisto il frutto del lavoro svolto durante un percorso che li ha portati a conoscere meglio il proprio paese e la sua storia.   Il docufilm, con la regia di Fabio Punis, nasce nell'ambito del progetto “Ciak, s'impara”, promosso dall'Istituto Comprensivo “G. Carducci” e realizzato nell'ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola. Gli alunni hanno imparato a utilizzare il linguaggio cinematografico, a preparare le domande, a intervistare e soprattutto ad ascoltare. E proprio l'incontro con gli adulti è stato uno degli aspetti più significativi del progetto. Davanti alla macchina da presa sono passate le testimonianze dell'artista Michelangelo Venturini, del minatore Filippo Boreali e del viticoltore Antonio Arrighi, che ha presenziato alla proiezione.   Presenti anche alcuni degli insegnanti coinvolti nel progetto.   Attraverso i loro racconti i bambini hanno potuto entrare nella storia di Capoliveri, scoprendo un paese diverso da quello che conoscono oggi.La miniera, la viticoltura, la Festa dell'Uva e la leggenda dell'Innamorata diventano così parti di un racconto più grande: quello di una comunità che cambia, ma che conserva nella memoria le proprie radici.Particolarmente emozionante è stato vedere i giovani protagonisti confrontarsi con il risultato finale del loro lavoro. Al termine della proiezione, i bambini hanno condiviso con il pubblico la soddisfazione per un'esperienza che li ha trasformati, almeno per qualche tempo, da alunni in giornalisti, intervistatori e piccoli registi.Il successo dell'iniziativa sta proprio qui: il documentario non racconta soltanto la storia di Capoliveri, ma racconta anche il modo in cui una nuova generazione impara a conoscerla.   In un luogo dedicato all'arte come il Museo Bolano, il cinema ha quindi svolto una funzione particolare: mettere in comunicazione generazioni diverse e dimostrare che la memoria non è qualcosa di fermo nel passato. È qualcosa che...

foto del Fri, 28 Aug 2026 09:06:54 +0200

A settembre torna "Isolachelegge", le letture consigliate

pubblicato il: Fri, 28 Aug 2026 09:06:54 +0200 autore:

Care lettrici e cari lettori, torna a settembre 2026 Isolachelegge, il gruppo di lettura della Biblioteca Comunale "Balestrini Gentini" di Marina di Campo, gestita dalla Cooperativa Sociale LINC, nato in collaborazione con la Libreria Libri in Piazza. Un appuntamento mensile aperto a tutte e tutti, senza bisogno di esperienza né di aver seguito gli incontri passati: basta la voglia di leggere e condividere.   Tra novembre 2025 e maggio 2026 il gruppo si è incontrato sette volte a Marina di Campo, generalmente il giovedì mattina, con una partecipazione cresciuta fino a undici persone all'incontro di aprile. Gli stessi titoli vengono letti e commentati in parallelo anche a Marciana Marina, in libreria, creando un doppio appuntamento che unisce le due comunità dell'isola attorno agli stessi libri.   Isolachelegge non è solo un momento di lettura condivisa, ma un vero laboratorio di promozione della lettura e di welfare culturale: un'occasione per allargare la comunità di lettori e lettrici sull'isola e per rafforzare, incontro dopo incontro, la creazione di legami, la coesione sociale e la valorizzazione del territorio attraverso la cultura.   Il legame con l'estate Il gruppo di lettura è strettamente collegato alla rassegna estiva Storie Itineranti in Piazza: i libri discussi durante l'inverno diventano spesso l'occasione per incontrare dal vivo, in estate, le autrici e gli autori che li hanno scritti. Quest'anno la Biblioteca e la Libreria Libri in Piazza hanno avuto il piacere di ospitare sull'isola Pietro Santetti, Alessandra Libutti, Olivier Guez e Giulia Lombezzi, proprio a partire dai libri letti e commentati durante gli incontri invernali.   I consigli di lettura In attesa di ripartire a settembre, ecco una selezione dei titoli più amati e discussi dal gruppo nella stagione 2025-2026: "Platone, una storia d'amore" di Matteo Nucci, tra i libri finalisti al Premio Strega 2026: un ritratto inedito del filosofo attraverso la voce di un amico narratore. "Mesopotamia" di Olivier Guez, Premio Jean d'Ormesson 2025: la vita di Gertrude Bell, tra passione per il Medio Oriente e contraddizioni personali. "L'estate che ho ucciso mio nonno" di Giulia Lombezzi, candidato al Premio Strega 2026: un ritratto delle nuove generazioni molto apprezzato dal gruppo. "Scheggia d'oro a Milano" di Pietro Santetti: un racco...